NILDE GUERRA E IL FUOCO DELLO SPIRITO SANTO DI CRISTO CROCIFISSO
San Potito, 19 maggio 2026.
Cari fratelli e sorelle,
celebriamo il ricordo della Venerabile Nilde Guerra quasi alla vigilia della solennità della Pentecoste. Ci si potrebbe chiedere: c' è un nesso tra la vita di Nilde Guerra e la Pentecoste?
Nella Pentecoste si attua quello che Gesù stesso aveva annunciato essere lo scopo di tutta la sua missione sulla terra: "Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!" (Lc 12,49). Il vero fuoco, lo Spirito Santo, è stato portato sulla terra da Cristo. Egli l' ha ottenuto per noi con il più grande atto d' amore della storia: la sua morte in croce.
È proprio riflettendo sul fuoco d’amore vissuto da Cristo sulla croce che troviamo somiglianza tra le sofferenze vissute dalla venerabile Nilde e quelle vissute dal Figlio di Dio sul patibolo. Nilde ebbe una vita spirituale modellata su quella di Cristo che muore soffrendo sulla croce per salvare l' umanità peccatrice, per liberarla dall’opposizione a Dio.
Per Nilde era chiaro che Cristo per redimerci soffre sulla croce volontariamente e innocentemente. Lo stesso voleva fare Lei unendosi a Cristo per la conversione di suo padre, di suo fratello Achille e di altri familiari che si erano consegnati all' ideologia comunista. Sappiamo che fu proprio l' adesione a tale ideologia da parte dei familiari a procurarle ferme opposizioni al desiderio di entrare tra le Ancelle del S. Cuore di Gesù Agonizzante. Vi entrò più tardi. La permanenza tra le suore durò solo 33 giorni poichè, a causa della malattia ai polmoni, la Superiora volle che facesse ritorno nella sua abitazione.
Nilde scrivendo al fratello Achille dall’ospedale di Bologna ove era ricoverata, gli confida: «Lascia che te lo dica, io soffro per te. Ho chiesto al Signore la grazia che tu ritorni a Lui. Gli ho detto che io sono pronta a soffrire ogni cosa perchè voglio che tu sia sempre felice (perché ricordati che lontano da Cristo non si può essere felici). Ed ora mi sottopongo all'intervento chirurgico, accetto tutte le sofferenze e le offro al Signore per te mio buon fratello» (Relatio et vota, p. 114).
Con queste parole Nilde dimostra di essere attratta dall' Amore vittimale di Cristo e dalla sua Carità che vuole che tutti gli uomini siano salvi. Il suo amore per Cristo la incendia di amore sofferente e redimente per i suoi, babbo, fratello, famigliari e tutti i non credenti. Vive una carità autenticamente somigliante a quella di Cristo, come anche somigliante a quella di san Francesco d’Assisi che, portando le stimmate nel suo corpo, offriva il dolore a Dio e in ciò trovava perfetta letizia. Per Nilde, terziaria francescana, unirsi a Cristo sofferente, al suo patire, equivaleva esattamente unirsi anche alla gioia del suo dono totale. Chi vive il dolore in Cristo e con Cristo, che si svuota completamente di sè stesso, gioisce con Lui mentre muore. In ospedale, nonostante le sofferenze, come attestarono i medici, viveva in modo sereno e ilare.
Dio vuole continuare a donare il "fuoco" del suo Amore di generazione in generazione. C' è una "via normale" che Dio stesso ha scelto per "gettare il fuoco sulla terra": questa via è Gesù, il suo Figlio Unigenito incarnato, morto e risorto.
Ma non dimentichiamo che Gesù Cristo ha costituito la Chiesa, suo Corpo mistico, quale soggetto comunitario che prolunga la sua missione di "gettare il fuoco" del suo Amore nella storia.
"Ricevete lo Spirito Santo" -- disse il Signore agli Apostoli la sera della resurrezione, accompagnando quelle parole con un gesto espressivo: "soffiò" su di loro (cf Gv 20,22). Manifesto cosi che trasmetteva ad essi il suo Spirito, lo Spirito del Padre e del Figlio. Affinchè, a nostra volta, come peraltro Nilde, possiamo donare ai nostri fratelli e sorelle il fuoco del suo Spirito d'amore. Dobbiamo però porci una domanda: cosa dobbiamo fare noi per ricevere il dono dello Spirito Santo, per seminarlo nei cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nelle nostre associazioni, nella politica? Si legge negli Atti degli apostoli che i discepoli «si trovavano tutti insieme nello stesso luogo» (At 2,1). Tuttavia, negli stessi Atti più che insistere sul luogo fisico, si rimarca l' atteggiamento interiore dei discepoli: «Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera» (At 1,14). Dunque, la concordia dei discepoli è la condizione perchè venga lo Spirito Santo; e presupposto della concordia è la preghiera. Nilde, tutti i momenti liberi dagli impegni abituali li passava in chiesa, inginocchiata soprattutto per meditare sulla Passione d’amore di Gesù.
Questo, cari fratelli e sorelle, vale anche per la Chiesa di oggi, vale anche per tutti noi, che siamo qui riuniti. Se vogliamo che la Pentecoste non si riduca ad un semplice rito o ad una pur suggestiva commemorazione, ma sia evento attuale di salvezza, dobbiamo predisporci in religiosa attesa del dono di Dio mediante l’umile e silenzioso ascolto della sua Parola. Perchè la Pentecoste si rinnovi nel nostro tempo, bisogna forse — senza nulla togliere alla liberté di Dio — che la Chiesa sia meno "affannata" per le attività e più dedita alla preghiera. Inoltre, che gli uomini conservino un rapporto corretto con Dio e lo riconoscano come Bene supremo. Quando l' umanità si chiude allo Spirito d’amore di Dio e crede di realizzare da sè stessa la salvezza del mondo, le sue enormi potenzialità vengono strumentalizzate e diventano pericolose: possono ritorcersi contro la vita e l' umanità stessa, contro il creato, come dimostra purtroppo la storia. A perenne monito rimangono le tragedie di Hiroshima e Nagasaki, dove l' energia atomica, utilizzata per scopi bellici, ha finito per seminare morte in proporzioni inaudite. L' energia atomica poteva e doveva essere adoperata, come lo dovrebbe ancora oggi, per uso civile, per generare energia propulsiva, curativa, non per distruggere l' umanità, le città, l' ambiente, la terra. Energia atomica, intelligenza artificiale — che papa Francesco definì nel suo storico discorso al G7 del 2024, uno strumento "affascinante e tremendo", sottolineando la necessità di sottoporla sempre al controllo etico della sana politica - vanno impiegate con un Amore pieno di verità, a vantaggio della crescita dell' umanità, a servizio del bene comune, della pace, e non per creare distruzioni e morte. Lo capiremo meglio leggendo la nuova enciclica di Leone XIV Magnifica Humanitas, che verrà presentata i| prossimo 25 maggio.
La solennità della Pentecoste ci rivela che l' energia capace di muovere il mondo non è una forza anonima e cieca, ma è lo Spirito Santo, cioè l' amore di Dio che "rinnova la faccia della terra", purificandola dal male e liberandola dalla morte, dal culto dell' io, dal desiderio di dominio. E solo assegnando il primo posto all' Amore pieno di verità, a Dio, che non si hanno altri padroni all' infuori di Dio stesso. Il dono dello Spirito ci libera dagli assoluti terrestri.
Siamo, allora, Chiesa piena dell' amore di Dio, per essere nel mondo persone che servono la costruzione del Regno di Dio, Regno d' amore e di verità, ove ognuno lava i piedi all' altro e vive la propria esistenza come un costante atto di amore per Dio e il prossimo.
+ Mario Toso, amministratore apostolico
Don Marco Farolfi nuovo Vicepostulatore
nella causa di Beatificazione di Nilde Guerra
Gioia per l' associazione Amici di Nilde e per la comunità parrocchiale di San Potito: don Marco Farolfi è stato nominato vicepostulatore nella causa di beatificazione e canonizzazione della Venerabile Serva di Dio Cleonilde Guerra. La comunicazione è arrivata da Roma, dal postulatore generale dei frati minori Cappuccini, fra' Carlo Calloni. Don Marco succede a don Renzo Tarlazzi, in carica dal 2014 e dimissionario per motivi di salute.
Nato a Faenza il 13 agosto 1973, don Marco è stato ordinate sacerdote il 10 giugno 2000 dal vescovo Claudio Stagni. Dopo incarichi nella pastorale giovanile e il servizio di vicario a Modigliana e Bagnacavallo, dal 2015 è amministratore delle parrocchie di San Potito, Villanova e Glorie. Il documento di nomina, redatto in latino, affida al nuovo vicepostulatore le facoltà per promuovere tale causa davanti alla curia episcopale e agli istituti ecclesiastici e civili.
L'associazione Amici di Nilde accoglie con gratitudine la disponibilità di don Marco e auspica che il nuovo incarico dia vigore al cammino associativo. Dall' associazione arriva un grazie a don Renzo Tarlazzi, assistente spirituale e vicepostulatore uscente, per l' impegno a far conoscere e pregare Nilde oltre i confini della diocesi. La nomina è stata ufficializzata dal vescovo Mario Toso il 19 maggio, anniversario della morte di Cleonilde Guerra, durante la messa nella chiesa parrocchiale di San Potito.
San Potito. Causa di Beatificazione della Venerabile Nilde Guerra
Don Marco Farolfi Vicepostulatore
Gioia grande per l' associazione Amici di Nilde e per la comunità parrocchiale di San Potito. È giunta da Roma, dal Postulatore generale dell' Ordine dei Frati Minori Cappuccini Fra' Carlo Calloni, la nomina del Parroco di San Potito, don Marco Farolfi, a vicepostulatore nella causa di Beatificazione e Canonizzazione della Venerabile Serva di Dio Cleonilde Guerra. Don Marco succede a don Renzo Tarlazzi, in carica dal 2014, dimissionario per motivi di salute. Don Marco Farolfi è nato a Faenza i1 13 agosto 1973; è stato ordinato sacerdote il 10 giugno 2000 dal vescovo Claudio Stagni. Nel suo percorso sacerdotale ha ricoperto incarichi di responsabilità nell' ambito della pastorale giovanile. Ha svolto il servizio di vicario dapprima a Modigliana, poi ne1 2004 a Bagnacavallo e dal primo febbraio 2015 è stato chiamato amministratore nelle parrocchie di San Potito, di Villanova e di Glorie di Bagnacavallo.
Il documento di nomina a vicepostulatore è scritto rigorosamente in latino, lingua ufficiale della Chiesa perchè universale. « Te... dilectissimo in domino dominus Marco Farolfi sacerdos ...». «Sulla cui saggezza, competenza e capacità si fondono indiscusse testimonianze.... eleggiamo a1 ruolo di legittimo Vicepostulatore.... assegnando a te tutte le facoltà necessarie e convenienti... per promuovere nel miglior modo possibile la causa della suddetta Serva di Dio davanti alla Curia Episcopale e a qualsiasi istituto ecclesiastico e civile».
L' associazione Amici di Nilde di San Potito accoglie con gioia e ringrazia don Marco che in umiltà e spirito di servizio ha accettato l’incarico e si mette a disposizione del neo eletto per un sereno e fruttuoso cammino insieme che imprima nuovo vigore alla vita associativa. Un saluto riconoscente va a don Renzo Tarlazzi assistente spirituale dell' associazione e vicepostulatore uscente, per quanto ha saputo fare in questi anni perchè Nilde fosse conosciuta e pregata non solo nella nostra diocesi. L’abbiamo sentito guida spirituale appassionato alla causa e Pastore attento e premuroso con cui si sono instaurati rapporti di stima e di amicizia.
Di cuore lo ringraziamo. Ci aiuti a rimanere perseveranti nel divulgare il carisma di Nilde nella speranza di pregarla presto insieme Beata. Invitiamo la comunità a partecipare alla Santa Messa di ringraziamento nell' anniversario del beato transito di Nilde, martedì 19 maggio prossimo alle 20.30 nella Chiesa parrocchiale di San Potito. In quella sede sarà ufficializzata da monsignor Mario Toso la nomina di don Marco che riceverà gli auguri per il suo nuovo ministero e l'applauso della comunità.
Gli Amici di Nilde
Passaggio di testimone per gli "Amici di Nilde"
Gioia grande per l' Associazione "Amici di Nilde" e per la comunità parrocchiale di San Potito. È giunta da Roma dal Postulatore generale dell' Ordine dei Frati Minori Cappuccini Fra' Carlo Calloni, la nomina del nostro Parroco don Marco Farolfi a vicepostulatore nella causa di Beatificazione e Canonizzazione della Venerabile Serva di Dio Cleonilde Guerra, giovane laica.
Un' emozione grande e un riconoscimento importante per il nostro Pastore.
Ci avviciniamo con timore reverenziale al testo di questo documento di investitura, scritto rigorosamente in latino, lingua ufficiale della Chiesa perchè universale, che riportiamo di seguito e che merita alcuni rilievi per apprezzarne struttura, stile e contenuto.
Il documento si apre evidenziandone l' oggetto: causa di beatificazione e le credenziali del Postulatore Fra' Calloni, autorizzato ad eleggere ed operare dalla Congregazione della Causa dei Santi. Dopo questa introduzione estremamente formale, nel latino enfatico ecclesiastico e tipico di un atto giuridico, si passa all' investitura ufficiale diretta e personale "Te dilectissimo in domino dominus Marco Farolfi sacerdos..." (procediamo in traduzione)..." sulla cui saggezza, competenza e capacità si fondono indiscusse testimonianze eleggiamo al ruolo di legittimo vicepostulatore assegnando a te tutte le facoltà necessarie e convenienti per promuovere nel miglior modo possibile la causa della suddetta Serva di Dio davanti alla Curia Episcopale e a qualsiasi istituto ecclesiastico e civile." Come si evidenzia un mandato di pieni poteri e di pieno diritto nel ruolo di vicepostulatore sul territorio.
Accogliamo con gioia don Marco in questa nuova veste autorevole e gli esprimiamo la nostra gratitudine per la generosa accettazione del servizio a cui è stato chiamato. Come Associazione Amici di Nilde ci mettiamo a disposizione del nostro neo vicepostulatore per un sereno e fruttuoso cammino insieme che imprima nuovo vigore alla vita associativa.
Don Marco raccoglie il testimone da don Renzo Tarlazzi, dimissionario per motivi di salute, a cui va il ringraziamento dell' Associazione per quanto ha saputo fare in questi anni perché Nilde fosse conosciuta e pregata non solo nella nostra diocesi. L’abbiamo sentito guida spirituale appassionato alla causa e Pastore attento e premuroso con cui si sono instaurati rapporti di stima e di amicizia. Di cuore lo ringraziamo e preghiamo per lui affinchè sia strumento docile nelle mani del Signore.
Invitiamo la comunità a partecipare alla Santa Messa di ringraziamento nell' anniversario del beato transito di Nilde, martedì 19 maggio prossimo alle h.20.30 nella Chiesa parrocchiale.
In quella sede sarà ufficializzata dal Vescovo Mons. Mario Toso la nomina di don Marco che riceverà i nostri pi affettuosi auguri e i nostri applausi.
II Consiglio "Amici di Nilde"
Assisi, 8 marzo 2026
Le sante ossa composte a formare il Corpo di S. Francesco ci appaiono con sorprendente stupore e devozione dopo 800 anni dalla sua nascita al cielo, dal suo Dies Natalis.
Vengono esposte pubblicamente nella Basilica Inferiore di Assisi per rendergli onore e gloria.
È un grazie universale che gli dobbiamo per aver risvegliato nei cuori una fede sincera, semplice, umile.
La sua Perfetta Letizia sta proprio nell' aver sublimato l' Amore del Padre e del Figlio per donarlo con gioia alle creature e al Creato.
Una folla immensa in preghiera attende con pazienza quei pochi attimi di adorazione attorno a quell' urna che ha il privilegio di accogliere le spoglie mortali di una vita in preghiera, dopo un'esistenza travagliata da tante vicissitudini, da tristi vicende personali e storiche.
Quei resti profumano di Risurrezione, di vita eterna.
È con sincero spirito di fede che don Marco Farolfi e l' amica Linda hanno sapientemente organizzato i| nostro Pellegrinaggio ad Assisi, nella Terra di S. Francesco in occasione di un evento di straordinaria gratitudine alla Sua bellezza spirituale: 8 lunghi secoli ci separano da quegli eventi, ma intatta rimane la devozione al Santo più rivoluzionario della Cristianità, che ha fatto di Sorella Povertà un messaggio di Pace e di Bene universale.
Ľ ostensione dei resti mortali di S. Francesco nella Cripta della Basilica Inferiore ci appare proprio lì dove la Passione di Cristo e la vita del Santo, raffigurata da Giotto e da Pietro Lorenzetti, dialogano tra loro, raccontando il mistero del chicco di grano che, caduto nella terra, diventa un seme fecondo che continua a fruttare.
La sua Conformità a Cristo, l' Alter Christus "povero e crocifisso" è veramente sorprendente.
Per la Celebrazione della S. Messa la Basilica Superiore ci ospita con i suoi splendidi cicli pittorici di Giotto e di altri artisti: essi narrano l' avventura umana e spirituale del Fondatore dei Frati Minori.
Una meraviglia ai nostri occhi per la straordinaria originalità dello stile e del contenuto.
Ore 11: il Mistero Eucaristico è presieduto dal Vescovo di Genova, fra Marco Tasca, affiancato da altri sacerdoti, tra cui il nostro don Marco. Ľ omelia, incentrata sulla figura di S. Francesco, ripercorre le tappe fondamentali della sua vita terrena, dall' adolescenza e giovinezza spregiudicata e gaudente alla conversione radicale, fino ad abbracciare "sorella povertà", con estreme rinunce e conflitti familiari e amicali. E per noi una lezione di vita semplice, essenziale, avendo come punto fermo Cristo, a cui il Santo si conforma, anche ereditandone le stimmate.
Come ama dire Linda, camminiamo insieme sulle orme di Francesco e di Carlo Acutis, il cui corpo intatto ci stupisce, ripensando alla sua spiritualità, rara oggi in un adolescente.
In pullman preghiamo perchè si risvegli nei nostri cuori quell' Amore per Cristo morto e risorto per salvarci dal peccato.
La venerazione delle sante reliquie ci dia l 'opportunità di un rinnovato incontro con Gesù.
Ringrazio Linda che ancora una volta ha saputo creare un pellegrinaggio attento fin nei particolari alla spiritualità dei singoli pellegrini. Grazie di cuore alla sua famiglia, a Sara e Lorenzo, a Marco e Giancarlo che hanno collaborato in tutto con lei.
È l' 8 marzo, la festa della donna e non è mancato da parte loro un gesto gentile, il dono della mimosa con la preghiera alle donne.
Mattia
Pellegrinaggio ad ASSISI: "Come il Seme"
In queste pagine del nostro giornaletto parrocchiale voglio raccontarvi la meravigliosa giornata che ho vissuto domenica 8 Marzo. Sono Franca e, dopo le insistenze dei miei figli e di mia nuora, ho accettato di partecipare al pellegrinaggio che la signora Linda e il nostro don Marco hanno organizzato al Santuario di San Francesco per ammirare i resti del poverello di Assisi.
Mi hanno procurato una sedia a rotelle perché le mie gambe non mi permettono di affrontare lunghe camminate e, alle sei del mattino dalla chiesa della Pieve a Bagnacavallo con due pullman pieni, siamo partiti per Assisi. Subito ci hanno distribuito il programma della giornata e in più, visto che era la festa della donna, ci hanno donato un rametto di mimosa con una preghiera che abbiamo recitato tutti insieme.
Prima visita alla Basilica della Spogliazione dove riposa il corpo di San Carlo Acutis, un momento di grande emozione vedere quel bellissimo bambino morto così santamente. Poi la santa Messa nella magnifica Basilica Superiore dove gli affreschi di Giotto raccontano la vita di San Francesco. La Messa è stata concelebrata da tre vescovi e presieduta dal vescovo di Genova che tempo prima era il ministro generale dei Francescani qui ad Assisi, insieme a loro un gran numero di sacerdoti, frati e chierici, bellissimi canti; una concelebrazione cosi ricca che sembrava di essere in Paradiso.
Infine la gioia e l' ammirazione di contemplare, anche se solo per pochi minuti, i resti mortali del grande Santo di Assisi morto 800 anni fa ma ancora cosi venerato in tutto il mondo che ci dice di essere come il seme di grano piantato nella terra, che muore ma da tanti frutti.
Un grande grazie a tutti quelli che hanno fatto a gara a spingere la mia sedia a rotelle, specialmente a quei due bimbi che si sono divertiti proprio quando la strada si faceva più ripida, io li ho chiamati "angioletti mandati da San Francesco".
Franca Bosi
Pellegrinaggio a Loreto
Rinnovare la fede in luoghi santi e per me fondamentale per non cadere nella quotidianità di gesti e parole che rischiano di svuotarsi della loro essenza.
Tra queste mete, Loreto occupa un posto importante nel mio cuore, perchè ospita la reliquia più significativa della Cristianità. È la Casa di Nazareth, in cui è vissuta Maria con i suoi genitori Anna e Gioacchino; è questo il luogo dell' Annunciazione, della Sua vita matrimoniale con Giuseppe, dell' infanzia, adolescenza e giovinezza di Gesù fino all' età di 30 anni. Se quelle pietre potessero parlare, quanto amore, devozione. rispetto, familiarità potrebbero trasmetterci !
I Vangeli ci aiutano in questo cammino di fede a ritroso, ravvivandola e infondendo in noi una spiritualità nuova. Per questi motivi tornare a Loreto è per me un' esperienza e una chiamata sempre sorprendenti, mai ripetitive.
Ecco perchè, quando la nostra speciale amica di Bagnacavallo Linda ci ha proposto, come meta del pellegrinaggio da lei pianificato con don Marco Farolfi, di parteciparvi, abbiamo subito accettato come un'occasione per confermare le nostre promesse di fede in questo Anno Giubilare che dà occasione di indulgenza plenaria... Ti ritrovi allora a pregare, a sorridere, a dialogare con estranei che all' improvviso diventano amici per quell' amore divino che ci unisce...
Lì, davanti all' immagine di Maria, di Cristo e dei Santi, ti soffermi in silenzio per lasciarti guidare dallo Spirito Santo nelle tue intenzioni e promesse di bene.
Ma è il passaggio in Santa Casa il momento in cui esplodono nel cuore stupore, meraviglia, pace per quelle pietre che ci parlano dell'Annunciazione, del Sì di Maria, dell' Incarnazione, dell' armonia nella famiglia di Gesù, del Suo Sì al progetto del Padre per la nostra salvezza... È quella stessa unità e comunione di fede che noi rinnoviamo al momento della S. Messa.
Un immenso grazie a don Marco e a Linda, i due organizzatori del pellegrinaggio, perchè hanno saputo armonizzare fede e cultura, spiritualità e arte, in un clima di pace interiore, di serenità.
La narrazione di Suor Miriam che si è svolta nella stupenda Sala Pomarancio, è stata per noi una vera rivelazione, riuscendo a trasmetterci particolari domestici della Sacra Famiglia.
La Santa Casa è un dono prezioso per la cristianità: quelle tre mura originarie lavorate a spina di pesce secondo la tradizione locale, quella miracolosa assenza di pavimentazione, quell'altare apostolico in pietra, quella presunta ciotola di Gesù, sono un'emozione speciale per noi credenti.
Non importa se gli Angeli stessi o la famiglia bizantina Angelos abbiano traslato da Nazareth questa stupenda reliquia tra il 1291 e il 1294: essa ci testimonia la normalità e sacralità della famiglia divina.
Che dire poi dello scrigno marmoreo che la contiene: è opera grandiosa dello scultore Bramante, con i suoi Profeti, Sibille e scene di vita della Sacra Famiglia.
Insomma, un' opera d' arte che affascina e stupisce per la sua perfetta armonia.
Penso proprio che per noi pellegrini, un centinaio circa, tra cui i bambini della S. Cresima con le loro famiglie della Diocesi di Faenza, attentissimi e rispettosi, sia stata un' esperienza di profonda fede da custodire nel nostro cuore.
La recita del S. Rosario e della Coroncina alla Divina Misericordia, unite a canti mariani, ci hanno accompagnato nel nostro viaggio di speranza.
Mattia (Lugo)
ANNIVERSARIO DELLA NASCITA AL CIELO DELLA
VENERABILE NILDE GUERRA
Nel volumetto Pellegrini della Speranza, che è stato predisposto come strumento per celebrate l' anno giubilare 2025 (cf Edizioni delle Grazie, Faenza 2025), abbiamo inserito, con i santi, con i beati, con i venerabili, tra i Servi di Dio anche Nilde Guerra di san Potito. Possiamo dire che la Serva di Dio Nilde ci fa capire, con una particolare evidenza, la sostanza della spiritualità dell' anno santo che papa Francesco ha desiderato porre sotto i1 segno della Speranza che non delude. Il pontefice, che ci ha lasciati poco tempo fa, ha voluto intitolare la bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit. Con tale incipit papa Francesco allude al fondamento della nostra Speranza che non e per noi una velleità, un desiderio vano, una parola vuota di senso. Per i credenti, chiamati a convertire sè stessi, ad umanizzare le relazioni interpersonali le istituzioni sociali, economiche e politiche - giungendo a rimettere i propri debiti (esteri ed ecologici) nei confronti dei fratelli, dei poveri, dei popoli sfortunati, il fondamento della Speranza in una Chiesa rinnovata, in un mondo più giusto e pacifico, è dato da una Persona, da Gesù Cristo, il Figlio di Dio Crocifisso. È Gesù, che si incarna in noi e ci dona il suo Spirito d' amore, che ci rende capaci di cambiare i1 mondo, vivendo la misericordia di Dio, rimettendo i nostri debiti, ponendo al centro delle nostre relazioni l' Amore e la fraternità, generando una nuova cultura
La serva di Dio Nilde è senz' altro maestra di spirito, che insegna a vivere intensamente e con autenticità i1 Giubileo e le sue esigenze. Lo è in primo luogo indicandoci i1 tipo di Amore che deve abitare nel nostro cuore, per essere portatori di una mentalità nuova, per essere costruttori sia del Corpo di Cristo, che è la Chiesa, sia di una società più fraterna, giusta e pacifica.
Nilde Guerra, al pari di Edith Stein, ebrea, convertita al cattolicesimo, grazie allo Spirito d' amore che abitava nel suo cuore, riteneva che la più grande sapienza, i1 più grande sapere per 1' umanità - ossia quell' amore che può convertire i cuori ed ispirare 1' intelletto - è 1' amore di Cristo vissuto sulla Croce: un amore totale, 1' Amore che Dio ha per noi, col suo offrirsi senza riserve e senza calcoli, diverso dal' amore semplicemente umano, amore di amicizia che ci scambiamo tra di noi.
Nel periodo pasquale, che stiamo vivendo in preparazione della Pentecoste, dobbiamo riflettere sovente sullo Spirito santo che è donato agli apostoli rinchiusi nel Cenacolo. Lo Spirito santo, che è dato in dono ai credenti, in particolare mediante i1 sacramento della confermazione, è Spirito d' amore che apre gli occhi, che fa capire quello che siamo realmente. È Spirito che ci consente di leggere in profondità i1 nostro essere di persona germinalmente cristoconformi. Con i1 Battesimo siamo immersi in Cristo, siamo sua dimora, Lui è nostra abitazione. È Spirito che, come ci ha detto i1 Vangelo di Giovanni, ci insegna ogni cosa e ci ricorda tutto quello che ci ha insegnato Gesù Cristo, in particolare i1 comandamento nuovo: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, cosi amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13, 34).
Ľ Amore dello Spirito santo, aprendoci gli occhi, ci fa leggere la realtà della Chiesa e del nostre essere di persona viventi in Cristo, con Cristo e per Cristo. Ci fa capire quanto siamo amati dal Padre e da Gesù Cristo. Comprendendo quanto è grande l' amore di Dio nei nostri confronti siamo sollecitati a rispondervi con Amore. L’amore chiama amore. Di quì la spiritualità di Nilde, una spiritualità incentrata nell' amore, nel vivere «cuore a cuore» con Gesù (cf Dilexit nos), che ama con un amore totale e missionario, che cerca, cioè, di raggiungere tutti Nilde, apostola della pietà eucaristica e dell' Adorazione del Santissimo Sacramento, fonti della spiritualità dell' Amore crocifisso, Amore missionario, si impegnò nella preghiera per la conversione a Cristo dei non credenti.
Venerabile Nilde, maestra del ramo femminile dell' Azione cattolica, educatrice nella scuola materna, entrata nella Congregazione delle Ancelle del S. Cuore di Gesù Agonizzante di Lugo, prega per le nostre associazioni cattoliche, per le nostre scuole, per le nostre comunità di consacrate. Evangelizzatrice con la parole e con l' esempio, prega per noi, perchè il nostro cuore sia come quello di Cristo Crocifisso, vittorioso sul male e sulla notte.
+ Mario Toso
San Potito, l9 maggio 2025
NILDE E IL CUORE DI GESÙ
Quando a fine ottobre 2024 Papa Francesco ha donato alla sua Chiesa "La Lettera enciclica sull' amore umano e divino del Cuore di Gesù Cristo DILEXIT NOS", è venuto spontaneo sceglierla come traccia per il cammino dell' anno dell'Associazione Amici di Nilde.
Nilde e il Cuore di Gesù, il libro scritto da don Walter Falconi, tanto bene ci parla della spiritualità cristocentrica di Nilde: "... se fosse stata rivolta a Nilde questa domanda: Nilde, chi sta al centro del tuo cuore ? Chi occupa il primo posto nella tua vita ? La risposta sarebbe stata immediata: Gesù Cristo..... cosi Nilde seguendo questa intuizione spirituale si è poi sentita attratta a considerarlo, ad amarlo e ad imitarlo come fornace ardente di carità nella devozione appassionata a1 Sacro Cuore di Gesù". È commovente scoprire con quanto amore a Gesù, Nilde ha cercato di perfezionare sempre di più la sua spiritualità. La sua è stata una ricerca precisa e progressiva, prima nella sua Parrocchia di San Potito (i1 parroco Don Domenico Savorini curava con amore la devozione al Sacro Cuore), poi approfondita nella Gioventù Femminile di Azione Cattolica (consacrata al Sacro Cuore di Gesù) e completata infine con l' incontro con le Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante di Lugo in particolare con la loro madre superiora generale Madre Colomba Rocca.
Una ricerca costante per scoprire la volontà di Dio su di lei e probabilmente è in una lettera che i1 suo direttore spirituale Don Parmeggiani le scrive nel 1948, che si compongono tre connotati fondamentali della spiritualità di Nilde: figlia, sposa e vittima, in riferimento ad altrettanti aspetti di Cristo e del suo Cuore trafitto. Cristo come Cuore e Nilde come sua figlia prediletta; Cristo come Sposo e Nilde come sua mistica sposa; Cristo come Croce e Nilde vittima immolata insieme con Lui per la salvezza del mondo.
Scrive Papa Francesco ai punti 200-201: "con la riparazione offriamo al Cuore di Cristo una nuova possibilità di diffondere in questo mondo le fiamme della sua ardente tenerezza.... Le rinunce e le sofferenze richieste da atti d' amore per i1 prossimo ci uniscono alla passione di Cristo, e soffrendo con Cristo in quella mistica crocifissione di cui parla l' Apostolo (Paolo), tanto più copiosi frutti di propiziazione e di espiazione raccoglieremo per noi e per gli altri. Solo Cristo salva con il suo sacrificio sulla croce per noi, solo Lui redime la riparazione che offriamo è partecipazione liberamente accettata al suo amore redentore e al suo unico sacrificio."
Ľ azione dello Spirito Santo continua a indicarci la strada da seguire per approfondire e fare nostra la spiritualità di Nilde, più che mai attuale per il nostro cammino di fede, per le nostre comunità e per le
nostre famiglie.
Le parole di papa Francesco con cui chiude la lettera enciclica sono per noi conforto e speranza: "Prego il Signore Gesù che dal suo Cuore santo scorrano per tutti noi fiumi di acqua viva per guarire le ferite che ci infliggiamo, per rafforzare la nostra capacità di amare e servire, per spingerci a imparare a camminare insieme verso un mondo giusto, solidale e fraterno. Questo fino a quando celebreremo felicemente uniti il banchetto del Regno Celeste. Li ci sarà Cristo risorto, che armonizzerà tutte le nostre differenze con la luce che sgorga incessantemente dal suo Cuore aperto. Che sia sempre benedetto !" (220)
Patrizia
Rinnovo consiglio Associazione
"Amici di Nilde"
Il 26 febbraio si è riunito i1 nuovo Consiglio dell' Associazione eletto dai membri domenica 26 gennaio composto da: Patrizia Brunori (presidente), suor Bianca Micheli, Lisa Graziani, Michela Morelli, Linda Tampelli, Maria Elena Cembali(segretaria), Federico Gagliardi (tesoriere) e don Renzo Tarlazzi (vice postulatore). Ringraziamo Franco Guerra che ha guidato come presidente l' associazione per tre mandati, ed auguriamo alla nuova presidente e al nuovo consiglio di guidate l' associazione con tanta passione come ci metteva Nilde nel portare avanti le sue iniziative.
Don Marco
AMICI DI NILDE: RICEVIAMO DA ROMA
Sorpresi ed increduli abbiamo ricevuto dal Vaticano la lettera seguente che consegniamo alla comunità per una gioiosa condivisione.
Che emozione ! Risaliamo alle fonti di questa commovente menzione del Santo Padre per la nostra piccola realtà di Chiesa di provincia e alle sue iniziative devozionali.
La "colpa", o meglio il merito, è della Giuseppina, la nostra vulcanica socia ultranovantenne, testimone oculare della vita di Nilde e già promotrice dell' iniziativa della "Peregrinatio Nildiana".
Giuseppina, in adesione ai molteplici inviti di Papa Francesco alla "Chiesa in uscita'", ha ben pensato di fargli conoscere la nostra esperienza di "Peregrinatio" inviandogli le testimonianze apparse sulla stampa uffciale, Il Messaggero, e quelle dei nostri scritti pubblicati sul giornalino di novembre.
Erano semplici flash personali, emotivi, che trasmettevano comunque l' intima gioia del camminare insieme "pellegrini di speranza".
Ringraziamo Giuseppina di questa sua felice iniziativa che ci ricolma di beni spirituali e sostenuti dalla paterna benedizione del Papa ci riconforta e sprona nel cammino.
Paola
" Tu dammi la tua croce e sarò beata"
È i1 4 dicembre del 1947 e Nilde rivolge queste parole al suo padre spirituale Don Giuseppe Parmeggiani: "(...) Padre, una gioia immensa invade l' anima mia e desidero che giunga presto i1 giorno felice dell' Immacolata, in cui potrò formulare quelle parole di vittima volontaria per la conversione della mia famiglia e per il bene della mia Parrocchia, quando Gesù Eucarestia sarà in me allora Gli dirò tutto il mio amore e Gli farò la mia offerta. (...)"
Così, con il permesso del suo Direttore spirituale, la mattina dell'8 dicembre 1947 nella chiesa di San Potito, subito dopo la S. Comunione, Nilde fa la sua offerta di piccola vittima.
"O mio dolcissimo Sposo Gesù, finalmente è giunto i1 giorno in cui posso rinnovarti la mia offerta di vittima. Eccomi, mio Gesù: ti offro tutta la mia vita, tutta me stessa, perchè compia in me tutti i tuoi disegni. Fa che mai metta ostacolo alla tua santa volontà, in qualunque modo si manifesti. Tu sei il mio unico bene, quindi fa di me quello che vuoi: taglia, brucia, recidi tutto ciò che in me e degno di Te. Non badare ai lamenti, della mia fiacca natura, essa è cieca. Tu dammi la tua croce e sarò beata. Stringimi alla tua Croce perchè possa assaporare con Te la gioia del dolore accettato, anzi chiesto, perchè i miei cari ritornino a Te. (...) O Amore, accetta l' olocausto della mia giovinezza per la conversione dei miei cari, in modo speciale di mio fratello, per la santificazione dei sacerdoti e per la conversione dei poveri peccatori (...)".
Nilde con questo voto estremo che è più di una consacrazione (le suore emettono voti di povertà, castità e obbedienza) ci insegna ad offrire la nostra vita al Signore, questo atto è frutto di un cammino spirituale in cui Nilde si è allenata ad offrire. Pensiamo ai fioretti, ai sacrifici fatti per amore, alle rinunce per un maggior bene. Si... tutto questo è frutto di un allenamento quotidiano, fatto di piccole offerte che diventano preziose agli occhi di Dio. Solo per amore si può offrire la vita. Piano piano prendiamo consapevolezza che non siamo padroni della nostra vita, ma custodi di questo tesoro prezioso che non va sprecato ma offerto quotidianamente. Ľ 8 dicembre ricordiamo i1 voto di Nilde e rinnoviamo l' offerta della nostra vita.
Don Marco