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Don Giuseppe Parmeggiani 01 - amicidinilde

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Nilde Guerra
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Don Giuseppe Parmeggiani
Nel ricordo delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante
E' umanamente impossibile descrivere l’opera saggia e santamente illuminata che Don Giuseppe Parmeggiani svolse attraverso la delicatissima missione della direzione spirituale. Solo il Cristo, nei cui Nome i1 Padre buono infinite volte eleva la Sua mano benedicente per pronunciare il divino mandato: « Ego te absolvo », può sintetizzare la sua vita di apostolo del confessionale. Dal Cuore Santissimo di Gesù. Egli attinse Grazia e Luce, prudenza e bontà per guidare con forza e dolcezza paterna le anime affidate alla Sua direzione. Non dimenticheranno mai le Ancelle del Sacro Cuore l’opera di immenso bene che Egli svolse attraverso la confessione e la direzione spirituale, fra le Educande prima, dal 1937 al 1939, tra le Suore poi. dal 1939 al giorno della Sua morte. Quale fiorita di anime si e susseguita al suo Confessionale per ricevere Grazia e forza, luce e Consiglio! la sua missione di Padre solerte. d’illuminato direttore, non conobbe mai sosta, neppure nei tristi anni della guerra, quando pericoli d' ogni genere rendevano estremamente difficile lo svolgimento del suo Ministero sacerdotale. Alle Ancelle sfollate a S. Potito, a Bagnara, a quelle rimaste a custodire la Casa Madre in Lugo, alle malate e alle anziane vicino al tramonto, sempre nei momenti più cruciali della guerra, i1 buon Padre fu vicino con la prudenza del suo consiglio, con la carità serena e generosa di chi ha conosciuto le
« incommensurabili ricchezze del Cuore di Cristo ».
Quando la famiglia religiosa si ricompose a Casa Madre per riprendere con più ardore le attività apostoliche, il Padre tornò al suo posto, fra le sue Ancelle la sua figura ascetica resa più diafana dalla continua mortificazione, la sua anima interiormente divorata da una fiamma inestinguibile, attinta attraverso una ininterrotta preghiera, destavano nelle sue Figlie un senso di profonda venerazione e di emulazione santa.
La sua tragica e improvvisa scomparsa ha lasciato in ogni Ancella un vivo rimpianto, ma la sua voce ferma e persuasiva rimane nell' anima di ognuna ad additare la via della perfezione dell' abbandono filiale in Dio.




Una figura venerabile: il rapporto tra Nilde Guerra
e don Giuseppe Parmeggiani
Nilde Guerra nasce a S. Potito di Lugo, diocesi di Faenza il 29 gennaio 1922 e viene battezzata con il nome di Cleonilde. Nella sua breve vita ha cercato di fare suo l’ insegnamento di una perfetta rinuncia di se stessa, perchè la grazia del Signore potesse operare liberamente. In tutta la sua vita e la testimonianza di un lavoro continuo, perchè la sua anima potesse perdersi completamente nel suo Signore. Come Ancella del S. Cuore di Gesù Agonizzante, desiderava ardentemente consacrargli tutta se stessa, corpo e anima, ma la sua malferma salute non glielo ha permesso. Le é stato concesso soltanto di gustare appena quel suo "dolce nido", che lei ha costruito per sempre nel suo cuore. Voleva "amare tanto Gesù, fino a consumarsi d’amore per Lui", tanto che nell‘ultima malattia la sua unica gioia era quella di poter partecipare a1 dramma della sofferenza di Cristo.

Scrive infatti Nilde: "Io voglio vivere e morire d’amore come il mio amato Sposo Gesù". Questo amore totale senza riserve, la porta ad offrirsi "vittima" per riparare a tutti gli oltraggi che il Cuore divino di Gesù riceve da tanti figli ingrati. Nilde Guerra ha un messaggio per tutti noi e in particolare per i giovani: indica con il linguaggio della sua vita che dei suoi scritti come la fede può illuminare tutta l' esistenza e come si può essere contemplativi pur nell' impegno del lavoro e dell' apostolato. Nilde insegna come la gioia è la vera caratteristica del cristiano, tanto più se intensa ed espansiva.
L‘abbandono in Dio, nella certezza della Sua grazia, permettere di camminare sempre nella luce.

Giuseppe Fabiani Vescovo di Imola

Imola, 15 settembre 1991

Nilde nella scuola di don Parmeggiani
Quando Nilde si mise in contatto con le Ancelle del S. Cuore di Lugo, per poter maturare in quel convento la sua vocazione religiosa, confessore ordinario della comunità era don Giuseppe Parmeggiani, parroco di Bizzuno. Anche Nilde si rivolse a lui e, durante il mese della sua permanenza in convento, ebbe modo di conoscerlo ancora più a fondo e si affidò pienamente a lui, dopo che fu ritornata in famiglia. Nel I943 Nilde aveva 21 anni e don Parmeggiani 54. L‘intesa fra i due fu piena e Nilde se ne senti molto avvantaggiata, anche per l' impostazione che aveva dato al suo rapporto col padre spirituale. Gli aveva scritto (ci resta la malacopia) poco dopo l‘uscita dal convento. "Le esprimo un mio desiderio: se mi accettasse per sua figlia spirituale. Le sarei ubbidiente in tutto. perché in lei vedo Gesù Cristo. Io ho più che mai bisogno della sua preghiera e delle sue parole di esortazione e di conforto; e Gesù sa con quale gioia e docilità dello spirito io l' accolgo come uno dei doni più preziosi, attraverso il quale si manifesta la carità sua infinita".
Don Parmeggiani aderì al desiderio di Nilde. Aveva già una buona esperienza alle spalle, essendo stato confessore delle suore del monastero del SS. Sacramento in Fognano, prima di essere nominato confessore ordinario delle Ancelle del S. Cuore di Lugo. Il caso di Nilde però non era dei più facili, "perché Nilde — scrive il Lanzoni — traboccava di fervida e definitiva dedizione al cammino della Croce" e questo avveniva in un contesto di autentica esperienza mistica. Eppure, don Parmeggiani riuscì a comprendere bene il caso, a intuire il disegno di provvidenza che andava letto nell' ansia da cui era presa Nilde di soffrire e di non curarsi per poter soffrire di più: fu guida sicura e paterna e Nilde ne trasse veramente aiuto e conforto. Mons. Giuseppe Ferretti, nel suo studio su Nilde, scriverà: "don Parmeggiani fu mio assistente nell’Azione Cattolica Ragazzi nella citti di Russi (Ra). Lo avevo sempre considerato un ottimo sacerdote, ma nelle sue lettere a Nilde mi sorprende e mi reca gioia vedere la sua finezza e il suo equilibrio umano e spirituale." Nilde, dunque, dopo i1 1943, si mise definitivamente sotto la guida di don Parmeggiani, che era abbastanza facile da raggiungere, essendo parroco di Bizzuno, parrocchia confinante con San Potito. Agli incontri in confessionale si aggiunse in seguito anche una direzione per iscritto che si accentuò durante l’ultimo anno di vita di Nilde.
La prima lettera di don Parmeggiani è del 1° dicembre 1945. Don Parmeggiani ha già chiaramente in mano il caso della Nilde e si muove, nel dare le direttive, con precisione e decisione paterna.
Buona Nilde, ho compreso tutto: Gesù la vuole tutta sua, per una lunga via Crucis verso il Calvario. Non rimpianga l' ideale suo troncato. Per ora è volontà del Signore che stia a riposo e riprenda la sua cura. Non vada tanto oltre con l' immaginazione: sarò o non sarà Ancella del Sacro Cuore? La Nilde sarà quello che vuole il Signore, nevvero? Dice che vuole far contento Gesù. Ecco il miglior modo per fare contento Gesù: dire sempre la giaculatoria: "Volontà del mio Dio. tu sei l' amor mio" e cercare di viverla, in tutte le sofferenze della vita. Ma bisogna viverla con serenità di spirito, con santa gioia, Nilde. Si sforzi di stare serena. Via l' avvilimento, lo scoraggiamento. Specialmente non nutra pensieri tetri, foschi sul suo avvenire.
Pensi al presente, a fare la santa volontà del Signore. L'avvenire lo lasci nelle mani del Signore. E allora si disperderanno certe nebbie, certe tenebre, che non fanno altro che procurarle noie e fastidi spirituali tanto nocivi all' anima. Animo dunque, Nilde! Sempre avanti in Gesù, con Gesù per Gesù.
Pe alleggerire 1e sue ansie e le sue pene, abbia anche il santo pensiero di riparare Gesù, che tanto è offeso dai cattivi. Gesù ama le anime che soffrono con Lui per i peccatori. Non dice che sta in trepidazione anche perché suo fratello è fuorviato dalla retta via per certe idee? Allora la Nilde sia tanto generosa da offrire a Gesù tutti i suoi dolori, per riparare Gesù e ottenere da Gesù la conversione del fratello. Così nella sua casa c’è la compensazione; e se la Nilde si mostra buona e generosa con Gesù accettando da Lui le pene.
Gesù dimenticherà gli affronti e guarderà con occhio di compiacenza chi con Lui soffre e magari... muore. Io l’accompagno con la preghiera. La tengo presente nella S. Messa: quando offro I' Ostia divina, offrirò anche l' Ostia piccola al Signore. Cosi il sacrificio della piccola Ostia prenderà tutto il valore del sacrificio della S. Messa. E sarà allora che la piccola Ostia sarà consumata nel fuoco del divino Amone. Continui a pregare per me, certa che anch’ io pregherò per lei e per il fratello e per la sua famiglia. Sembra che l' ideale della Nilde sia sempre stato di fare la santa volontà del Signore.

In corde Jesu, dev.mo Sac. Giuseppe Parmeggiani



Meravigliosa la chiusura della lettera: "la tengo presente nella S. Messa: quando offro l' Ostia divina‘ offrirò  anche l' Ostia piccola al Signore. Così i1 sacrificio della piccola Ostia prenderà tutto il valore dal sacrificio della S. Messa. Qui c'è già tutta Nilde con la sua spiritualità e la sua missione. Qui c'è già tutto don Parmeggiani nella sua missione di esperto direttore spirituale.
Nilde raggiunge il culmine di questo cammino di offerta quando, sotto lo sguardo materno dell' Immacolata Concezione l' 8 dicembre del 1947, fatta la Comunione, Nilde emette il suo voto di vittima a cui don Parmeggiani progressivamente l' ha preparata. Non un atto di offerta semplicemente, ma un voto vero e proprio.
Due giorni prima, come ultimo tocco alla sua preparazione, don Parmeggiani le scrive in questi termini: "Buona Nilde, Gesù tanto buono, sta con le braccia aperte, per stringere al suo Divin Cuore quella sua sposa, che con Lui, eterna Vittima, vuole essere la piccola vittima, sempre pronta a condividere le pene e le sofferenze".
A questo punto, emesso i1 voto di vittima da parte di Nilde, il lavoro di guida di don Parmeggiani può considerarsi compiuto.
Cammino nuovo da indicare non ve ne sarà più. Ora si tratta di mantenere le posizioni raggiunte, e il buon padre spirituale le sarà vicino sino alla fine.

dal libro "Nilde Guerra e il cuore di Gesù" di don Waltet Falconi



Preghiera
per impetrare la beatificazione di Nilde

O Gesù, ti ringrazio per i doni che hai concesso alla tua serva Nilde Guerra. Per I' amorosa sottomissione alla tua volontà che Ella mostrò e per il doloroso martirio del cuore che per tuo amore seppe accettare, degnati di manifestare in Lei la potenza del tuo amore e la grandezza della tua misericordia e concedimi la grazia che per sua intercessione ti chiedo.

Tre Gloria.

con approvazione ecclesiastica

Testimonianza di Ferdinando Pellicciardi
amicidinilde@gmail.com
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