Dicembre 2023 - Nilde Guerra

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Dal bollettino della Parrocchia di San Potito
mese di Dicembre 2023

"Eccomi, mio Gesù: ti offro tutta la mia vita"

E‘ il 4 dicembre del 1947 e Nilde rivolge queste parole al suo padre spirituale Don Giuseppe Parmeggiani: “(…) Padre, una gioia immensa invade l’anima mia e desidero che giunga presto il giorno felice dell’Immacolata, in cui potrò formulare quelle parole di vittima volontaria per la conversione della mia famiglia e per il bene della mia Parrocchia, quando Gesù Eucarestia sarà in me allora Gli dirò tutto il mio amore e Gli farò la mia offerta. (...) Così, con il permesso del suo Direttore spirituale, la mattina dell’8 dicembre 1947 nella chiesa di San Potito, subito dopo la S. Comunione, Nilde fa la sua offerta di piccola vittima.
“O mio dolcissimo Sposo Gesù, finalmente è giunto il giorno in cui posso rinnovarti la mia offerta di vittima. Eccomi, mio Gesù: ti offro tutta la mia vita, tutta me stessa, perché compia in me tutti i tuoi disegni. Fa che mai metta ostacolo alla tua santa volontà, in qualunque modo si manifesti. Tu sei il mio unico bene, quindi fa di me quello che vuoi: taglia, brucia, recidi tutto ciò che in me è degno di Te. Non badare ai lamenti della mia fiacca natura, essa è cieca. Tu dammi la tua croce e sarò beata. Stringimi alla tua Croce perché possa assaporare con Te la gioia del dolore accettato, anzi chiesto, perché i miei cari ritornino a Te. (…)
O Amore, accetta l’olocausto della mia giovinezza per la conversione dei miei cari, in modo speciale di mio fratello, per la santificazione dei sacerdoti e per la conversione dei poveri peccatori (…)”. Poi Nilde si affida alla dolce Madre e Regina per chiederle protezione sotto il suo bel manto, perché interceda con suo figlio e la sua offerta venga accettata ed esaudita.
Ho sempre avuto difficoltà a capire fino in fondo il significato ultimo del Voto di vittima. Sicuramente nella spiritualità del tempo era più frequente voler offrire sé stessi come vittime di espiazione al Signore, essere crocifissi come Gesù crocifisso. Nilde ha avuto esempi e testimoni di fede come S. Gemma Galgani, che in punto di morte ha scelto di farsi vittima per la conversione dei peccatori. Noi viviamo in un altro periodo storico. Allora mi chiedo: “Che significato ha per noi oggi questa offerta di vittima? E’ solo un fatto lontano del passato, estraneo e indecifrabile?”. Innanzitutto, mi colpisce l’amore di Nilde verso Gesù. E’ questo grande amore che la porta a voler fare questo sacrificio, a rinunciare alla sua vita per il Suo grande Sposo. Nilde compie questo sacrificio perché ama Colui a cui decide di offrire la sua vita. Nel nostro quotidiano anche noi, attraverso piccoli sacrifici, rendiamo sacre, cioè divine (sacrum-facere) le nostre azioni, spesso faticose e dolorose. Non accade anche a noi genitori quando facciamo sacrifici per i figli, o ci sacrifichiamo per accudire i nostri cari, anziani o malati, aiutiamo amici o sconosciuti in difficoltà? Lo facciamo perché desideriamo il loro bene e allora ci doniamo, offriamo la nostra vita, a volte in modo incommensurabile, a volte in modo più limitato, ma tentativamente decidiamo di offrire parte di noi (tempo, energie fisiche, denaro, un sorriso e tanto altro) per un bene più grande. Credo che solo per amore si possa decidere di offrire la propria vita, solo se si vive questo bene si desidera di sacrificare parte di sé e Nilde ne è un grande esempio. Lei voleva sacrificare sé stessa per legarsi a Gesù, per riparare le offese che Lui ha subito. Quando uno dei nostri cari subisce un’ingiustizia o viene offeso, non vorremmo certo condividere quel dolore, farcene carico per alleviarlo a chi invece sta soffrendo?
Nilde desidera questa sofferenza, a tal punto da perdere la propria vita perché aveva a cuore il bene del fratello, della sua parrocchia, della sua San Potito, del mondo intero, perché tutti loro potessero essere felici come lo era lei tra le braccia di Gesù. Allora, cerchiamo questo grande Bene nella nostra vita. Solo così credo che potremo accettare con più docilità i sacrifici che, più o meno grandi, fanno parte della nostra vita.

Michela
amicidinilde@gmail.com
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